Le linee guida OMS sui farmaci per l’obesità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato a dicembre 2025 le sue prime linee guida OMS dedicate all’impiego delle terapie GLP-1 nel trattamento dell’obesità negli adulti. L’obesità è considerata una malattia cronica, progressiva e recidivante, originata dall’interazione di fattori biologici, ambientali, sociali e comportamentali. Non può quindi essere ricondotta semplicemente alla quantità di calorie assunte o alla mancanza di attività fisica. Secondo l’OMS, nel mondo più di un miliardo di persone convive con tale malattia. La disponibilità di nuovi farmaci per l’obesità ha modificato considerevolmente le possibilità terapeutiche, tanto da rendere necessarie raccomandazioni internazionali specifiche sul loro impiego. Le linee guida riguardano in particolare liraglutide, semaglutide e tirzepatide e indicano che le terapie GLP-1 possono essere utilizzate negli adulti con obesità come trattamento a lungo termine, quando clinicamente appropriate.

Indice

1. Cosa prescrivono le nuove linee guida OMS ⇧

Le recenti raccomandazioni dell’OMS si focalizzano in particolare su due punti. Il primo riguarda la possibilità di utilizzare le terapie GLP-1 per il trattamento a lungo termine degli adulti con obesità, escluse le donne in gravidanza. Si tratta di una raccomandazione definita dall’OMS “condizionale”, perché permangono aspetti sui quali sono necessari ulteriori dati. Ciò soprattutto relativamente alla sicurezza e all’efficacia nel lunghissimo periodo, alla sospensione della terapia, ai costi e all’accessibilità dei trattamenti. Il secondo punto riguarda l’integrazione della terapia farmacologica con interventi strutturati sullo stile di vita, che comprendano in particolare una corretta alimentazione e l’attività fisica.

L’approccio corretto all’obesità in 5 punti

In sintesi, le indicazioni dell’OMS prevedono che:

  1. i farmaci per l’obesità possano rientrare nel trattamento a lungo termine della patologia;
  2. la prescrizione avvenga sulla base della situazione clinica individuale;
  3. il trattamento sia seguito da professionisti sanitari qualificati;
  4. alimentazione e attività fisica rimangano componenti essenziali della cura;
  5. il paziente venga seguito nel tempo e non soltanto durante la fase di perdita di peso.

L’approccio è quindi quello tipico della gestione di una patologia cronica e richiede una presa in carico continuativa.

2. Cosa sono e come funzionano i farmaci GLP-1 ⇧

I farmaci GLP-1 agiscono riproducendo o potenziando gli effetti di ormoni coinvolti nella regolazione della glicemia e dell’appetito. Il GLP-1, glucagon-like peptide-1, viene prodotto naturalmente dall’organismo in risposta all’assunzione di cibo e contribuisce, tra le altre funzioni, alla regolazione della secrezione di insulina e del senso di sazietà. I medicinali appartenenti a questa famiglia possono ridurre l’appetito, aumentare la sensazione di sazietà e rallentare lo svuotamento gastrico. In tal modo favoriscono una riduzione dell’assunzione di cibo e aiutano chi vuole dimagrire. Alcuni sono nati per il trattamento del diabete di tipo 2 e successivamente sono stati sviluppati o autorizzati anche per la gestione dell’obesità. Si basano sull’azione di tre principi attivi:

  1. liraglutide, agonista del recettore GLP-1;
  2. semaglutide, agonista del recettore GLP-1;
  3. tirzepatide, che agisce contemporaneamente sui recettori GIP e GLP-1.

Non sono tutti equivalenti né possono essere utilizzati indistintamente. Indicazioni, dosaggi, benefici attesi, controindicazioni ed eventuali effetti indesiderati devono essere valutati dal medico.

Quali sono gli effetti collaterali dei farmaci GLP-1

Come tutti i medicinali, anche questi possono provocare effetti indesiderati. Tra quelli osservati più frequentemente menzioniamo le ripercussioni sull’apparato gastrointestinale con nausea, vomito, diarrea e stipsi. La loro comparsa e intensità possono variare da persona a persona e anche per questo il trattamento richiede supervisione medica. Esistono inoltre altre possibili complicanze, meno frequenti, che il medico deve considerare valutando la storia clinica, eventuali patologie concomitanti e gli altri medicinali assunti dal paziente.

La popolarità acquisita da alcuni principi attivi sui social network e attraverso personaggi pubblici rischia di trasmettere l’idea che si tratti semplicemente di nuovi metodi per perdere rapidamente qualche chilo. Non è così. L’OMS raccomanda che i farmaci GLP-1 vengano prescritti da professionisti sanitari sulla base delle indicazioni cliniche. Richiama inoltre l’attenzione sulla diffusione internazionale di prodotti contraffatti o di qualità inferiore agli standard, favorita dall’elevata domanda.

3. I farmaci per l’obesità non sostituiscono alimentazione e attività fisica ⇧

La disponibilità di medicinali efficaci non rende superflui gli interventi sull’alimentazione e sul movimento. Anche il professor Luca Busetto, vicepresidente dell’European Association for the Study of Obesity (EASO), sottolinea come intervento nutrizionale e attività fisica rappresentino elementi fondamentali nel trattamento. La scelta della terapia dovrebbe essere personalizzata considerando sia la perdita di peso che le condizioni associate all’obesità e gli obiettivi clinici della singola persona. Un percorso moderno per il trattamento dell’obesità può quindi integrare terapia farmacologica, nutrizione, esercizio fisico e supporto psicologico, adattando gli interventi alle esigenze e alle condizioni individuali.

4. Percorso multidisciplinare per il trattamento dell’obesità ⇧

Considerare l’obesità una patologia cronica significa anche superare l’idea che il successo di una terapia possa essere valutato esclusivamente attraverso i chili persi. Il trattamento deve guardare alla salute della persona nel suo complesso e alla capacità di mantenere nel tempo i risultati raggiunti. Un approccio personalizzato considera, oltre al peso corporeo, eventuali complicanze metaboliche, cardiovascolari, respiratorie, articolari ed epatiche. La gestione dell’obesità può pertanto richiedere competenze differenti e coordinate. In un percorso multidisciplinare possono assumere particolare importanza:

  • l’educazione alimentare e la definizione di un piano nutrizionale personalizzato;
  • l’attività fisica adattata alle condizioni e alle capacità della persona;
  • la valutazione periodica della composizione corporea e dei progressi;
  • il supporto psicologico quando il rapporto con il cibo, l’immagine corporea o aspetti emotivi interferiscono con il percorso;
  • il monitoraggio medico quando vengono prescritti farmaci.

5. FAQ ⇧

A. Non esiste un unico farmaco che possa essere definito “migliore” per ogni persona. La scelta dipende dal quadro clinico, dal grado di obesità, dalle eventuali patologie associate, dalle controindicazioni e dagli obiettivi terapeutici. Le evidenze più recenti attribuiscono a semaglutide e tirzepatide un ruolo di primo piano per efficacia nella riduzione del peso. Il framework EASO indica inoltre che la scelta dovrebbe considerare le specifiche complicanze presenti nel singolo paziente.
A. Tra i farmaci per obesità di nuova generazione, uno dei più recenti è la tirzepatide, principio attivo che agisce contemporaneamente sui recettori GIP e GLP-1. Accanto ad esso, le indicazioni dell’OMS comprendono semaglutide e liraglutide.