Farmaci per dimagrire, tutto quello che devi sapere

L’attenzione sui più diffusi farmaci per dimagrire negli ultimi tempi è divenuta altissima. Su riviste, siti web e pagine social dedicati al gossip si commentano i dimagrimenti “sospetti” di tanti VIP. Ma nel frattempo, anche molte persone “comuni” sperano di trovare in queste medicine, che nascono per curare tutt’altre patologie, la soluzione più facile e veloce alla loro condizione di sovrappeso. Tra i più discussi, ci sono i preparati a base di semaglutide formulati in origine per il trattamento del diabete di tipo 2.

Nel nostro articolo affronteremo i pro e i contro di questo approccio alla perdita di peso, avvalendoci della consulenza di esperti del settore.

Indice

1. Qual è il farmaco più efficace per dimagrire?

Questa è la domanda più diffusa negli ultimi tempi, posta da chi è interessato a trovare metodi più rapidi per perdere i chili di troppo. La risposta che va per la maggiore al momento è Ozempic o altri farmaci a base di semaglutide.

L’Ozempic cos’è?

Ozempic è un medicinale appartenente alla categoria degli agonisti del recettore GLP-1 i quali imitano l’azione di un ormone naturale coinvolto nel controllo dell’appetito e della glicemia. Il loro utilizzo deve avvenire sotto stretto controllo medico, perché non sono privi di controindicazioni. Secondo ricerche pubblicate sul New England Journal of Medicine e dati condivisi dalla European Association for the Study of Obesity, l’efficacia dei nuovi trattamenti farmacologici può essere significativa se associata a:

  • cambiamenti nello stile di vita,
  • alimentazione equilibrata,
  • attività fisica regolare.

L’Ozempic a cosa serve?

Il farmaco in realtà è nato per il diabete di tipo 2. I suoi effetti sul peso corporeo hanno portato allo sviluppo di protocolli specifici per il trattamento dell’obesità. Wegovy, ad esempio, è stato sviluppato con indicazione specifica per il controllo del peso corporeo nei soggetti obesi o in sovrappeso con fattori di rischio.

2. Come funzionano i farmaci per dimagrire?

I farmaci usati recentemente anche per dimagrire agiscono principalmente sul senso di fame e sui meccanismi metabolici. La semaglutide, ad esempio, riproduce l’azione del peptide-1 glucagone simile, un ormone intestinale che regola appetito e sazietà. Quando il farmaco viene assunto, il paziente tende a sentirsi sazio più rapidamente e a lungo. Lo svuotamento gastrico rallenta, contribuendo a ridurre la quantità di cibo ingerita durante la giornata. Ciò spiega perché molte persone registrino un calo ponderale significativo nel corso dei mesi. Tra gli effetti principali troviamo:

  • diminuzione degli attacchi di fame;
  • migliore controllo glicemico;
  • riduzione del desiderio compulsivo di cibo.

 

Un errore comune consiste nel considerare questi medicinali una soluzione miracolosa. In realtà i farmaci per dimagrire funzionano meglio all’interno di un percorso multidisciplinare che può comprendere nutrizione personalizzata, attività motoria supervisionata e supporto psicologico.

3. GLP-1 farmaco: la diffusione in Italia

Negli ultimi anni il numero di richieste è aumentato enormemente anche nel nostro Paese. In alcune fasi si sono verificate difficoltà di reperimento del prodotto proprio a causa dell’elevata domanda internazionale. L’interesse mediatico ha coinvolto anche influencer e celebrità, contribuendo a creare un vero trend culturale attorno a queste medicine. Nonostante ciò, è importante considerare che non tutte le persone sono candidati ideali per questi trattamenti. Le linee guida internazionali raccomandano un’attenta valutazione clinica prima della prescrizione. In particolare, vengono considerati:

  1. indice di massa corporea;
  2. presenza di diabete;
  3. patologie cardiovascolari;
  4. disturbi alimentari;
  5. condizioni gastrointestinali;
  6. terapie farmacologiche concomitanti.

Secondo gli studi coordinati dal professor John Wilding e pubblicati su riviste scientifiche internazionali, i farmaci GLP-1 rappresentano una delle innovazioni più importanti nel trattamento dell’obesità degli ultimi decenni.

4. Effetti collaterali, rischi e limiti dei farmaci per dimagrire

L’utilizzo improprio o senza supervisione specialistica può comportare conseguenze anche serie. Gli effetti collaterali più frequenti dei farmaci a base di semaglutide includono nausea, vomito, diarrea o al contrario stitichezza, reflusso gastrico, mal di testa e affaticamento. Nella maggior parte dei casi questi sintomi comuni tendono a ridursi gradualmente durante il trattamento ma esistono situazioni che richiedono attenzione medica immediata. Uno degli aspetti più delicati riguarda invece l’utilizzo di suddetti farmaci da parte di persone che non presentano reale obesità clinica. In questi casi il rischio è di sviluppare:

  • perdita eccessiva di massa muscolare;
  • squilibri nutrizionali;
  • alterazioni metaboliche;
  • problematiche psicologiche legate all’immagine corporea.

 Chi non può assumere farmaci di questo tipo

Il consulto del medico è imprescindibile perché esistono diversi pazienti che non possono assumere questo tipo di farmaci. Rischiano gravi conseguenze, ad esempio, le persone che abbiano una storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide. Anche chi ha sofferto di pancreatiti o è affetto da sindromi genetiche endocrine rare dovrebbe evitare di ricorrere a tali metodi. Inoltre, non possono prenderli i soggetti con retinopatia diabetica o malattie gastrointestinali gravi nonché le donne in gravidanza e chi risulta allergico o ipersensibile al principio attivo.

5. Ozempic e altri farmaci usati per dimagrire: il parere del nutrizionista

Prescrivere o assumere Ozempic e affini a cuor leggero, senza conoscerne gli effetti collaterali, può risultare controproducente per la salute e il benessere generale del paziente – afferma il nostro esperto in dietistica e nutrizione Dott. Francesco Roncoroni, responsabile del reparto nutrizione di Centro Salute Prevenzione. Questa soluzione andrebbe presa in considerazione solo in casistiche specifiche e dopo l’eventuale insuccesso di un approccio più “tradizionale”, che va sempre tentato. Sebbene avviare un percorso di nutrizione corretta richieda impegno, questo può garantire risultati a lungo termine senza ripercussioni rischiose sulla salute. Mangiare meno non significa automaticamente mangiare meglio. Tutto dovrebbe partire da una migliore conoscenza del proprio corpo e delle sue necessità nonché della composizione degli alimenti. Non ci stanchiamo mai di ripetere che l’educazione alimentare è fondamentale per sostenere un percorso di dimagrimento ottimale».

6. Sovrappeso e obesità, le medicine non bastano. Parla la nostra psicoterapeuta

«Il supporto psicoterapeutico a chi deve affrontare un dimagrimento, intraprendere un nuovo stile alimentare (e, di conseguenza, di vita) nonché sviluppare un miglior rapporto col cibo, è vitale per il raggiungimento dei risultati sperati – spiega la Dott.ssa Federica Albanese, responsabile del reparto di Psicoterapia del nostro Centro. Il più delle volte, se non si spezza il circolo delle cattive abitudini contestualmente all’assunzione di farmaci per dimagrire, appena si interrompe la cura si torna facilmente a riprendere peso. Agire sull’inibizione dell’appetito può risultare utile in casi di obesità importante che non si riescono a sbloccare con altri approcci. Sul lungo periodo, però, a livello psicologico, maturare l’idea che avere appetito sia sbagliato non va bene. Raggiunto un primo stadio di dimagrimento, sarebbe ideale riprendere ad affrontare il problema con metodi tradizionali: cambiare modo di fare la spesa, di cucinare e preparare i pasti, di mangiare. Ripristinare la capacità di gustare cibi e sapori e, soprattutto, imparare a riconoscere gli impulsi del proprio corpo, distinguendo ad esempio la fame vera da quella emotiva o nervosa. Inoltre, molti pazienti attratti dalla messa in commercio di questi farmaci non soffrono di gravi condizioni di sovrappeso – continua la Dottoressa Albanese – ma sono condizionati da modelli di fisicità imposti ormai da troppo tempo alla società dai media. Su questo tipo di condizionamento è imprescindibile lavorare insieme a un terapeuta».

FAQ sui farmaci per dimagrire

A. Attualmente i farmaci per dimagrire appartenenti alla categoria GLP-1, come quelli a base di semaglutide, sono considerati tra i più efficaci secondo la letteratura scientifica internazionale. Tuttavia l’efficacia varia da persona a persona e dipende da diversi fattori.

A. Gli studi clinici mostrano che i pazienti possono perdere mediamente dal 10% al 15% del peso corporeo nell’arco di circa un anno, soprattutto se il trattamento è associato a dieta controllata e movimento. In alcuni casi i risultati possono essere superiori ma è importante evitare aspettative irrealistiche.

A. Non esiste una risposta valida per tutti. Una perdita di peso sana e sostenibile richiede generalmente diversi mesi. Con un approccio combinato che includa farmaci, nutrizione personalizzata e allenamento supervisionato, alcune persone possono perdere 10 kg in circa 3-6 mesi. Il supporto di professionisti della salute rappresenta spesso la strategia più sicura ed efficace nel lungo periodo.