Disturbi alimentari: come migliorare il tuo rapporto col cibo?
I disturbi alimentari rappresentano un problema di salute sempre più diffuso, che interessa persone di ogni età e genere, dai bambini agli adulti, dagli sportivi agli individui sedentari. Si tratta di patologie che non riguardano soltanto l’aspetto fisico ma coinvolgono profondamente la sfera emotiva e psicologica, condizionando la qualità della vita. Il cibo, infatti, non è soltanto nutrimento e porta con sé significati emotivi e relazionali che vanno ben oltre il bisogno fisiologico. Le scelte alimentari che facciamo ogni giorno sono influenzate dall’ambiente familiare, sociale e culturale in cui cresciamo e viviamo. Attraverso il cibo costruiamo relazioni, esprimiamo la nostra identità, aderiamo a valori religiosi o etici e rafforziamo il senso di appartenenza a una comunità. La nostra storia personale è intrecciata con sapori, profumi e ricordi legati ai pasti, così ci sono piatti che amiamo perché evocano momenti felici e altri che evitiamo perché associati a esperienze negative.
In questo articolo forniamo una panoramica completa sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, analizzando le cause principali, i sintomi e le possibili strategie terapeutiche.
Indice
1. Disturbi alimentari, quali sono ⇧
Alcune condizioni sono in grado di alterare nelle persone il comportamento alimentare e il modo in cui percepiscono il loro corpo e il cibo. In questi casi, non ci si trova semplicemente di fronte alla scelta imprudente di una “dieta sbilanciata” o al protrarsi di alcune cattive abitudini. Piuttosto i soggetti interessati dal problema soffrono di vere e proprie patologie riconosciute dalla comunità scientifica, che se trascurate possono avere conseguenze gravi sulla salute fisica e mentale. Queste patologie possono colpire chiunque, indipendentemente dal genere o dall’età, e non vanno mai sottovalutate perché possono evolvere in forme croniche con ripercussioni importanti sulla salute.
Quali sono i principali disturbi alimentari?
Comprendere quali sono i disturbi dell’alimentazione, riconoscerne i segnali e sapere come affrontarli è il primo passo per ritrovare equilibrio e serenità nel rapporto con il cibo. Tra i più comuni troviamo:
- anoressia nervosa, caratterizzata da restrizione calorica severa, paura intensa di aumentare di peso e alterata percezione della propria immagine corporea. Può causare malnutrizione, debolezza e danni agli organi vitali;
- bulimia nervosa, consistente nell’alternanza di abbuffate compulsive e comportamenti compensatori come vomito autoindotto, digiuni prolungati o abuso di lassativi. Spesso chi ne soffre vive sentimenti di vergogna e perdita di controllo;
- disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), riconoscibile dalle abbuffate frequenti e dall’ingestione di grandi quantità di cibo in poco tempo, senza condotte compensatorie. È spesso associato a sovrappeso o obesità e può causare diabete e problemi cardiovascolari;
- ortoressia, ovvero ossessione per il mangiare sano e “pulito” che porta a restrizioni eccessive e squilibri nutrizionali, con conseguente isolamento sociale;
- vigoressia, cioè la preoccupazione ossessiva per la muscolatura e la forma fisica, che induce allenamenti estremi e diete iperproteiche, spesso con rischi per cuore e reni.
2. Perché nasce un disturbo alimentare? ⇧
Le cause dei disturbi alimentari sono molteplici e spesso intrecciate tra loro. Non esiste un unico fattore scatenante ma un insieme di elementi che possono predisporre allo sviluppo della malattia. Tra i principali fattori troviamo:
- esperienze emotive difficili come abusi, bullismo, perdita di una persona cara o eventi di forte stress, i quali possono favorire l’insorgenza di comportamenti alimentari disfunzionali;
- bassa autostima e difficoltà emotive che portano a utilizzare il controllo sul cibo come modo per affrontare sentimenti di insicurezza, ansia o tristezza;
- fattori genetici e biologici, infatti alcune persone possono avere una predisposizione familiare a tali disturbi, legata a particolari squilibri neurochimici che influenzano fame, sazietà e umore;
- pressione sociale e culturale data da modelli di bellezza irrealistici diffusi dai media e dai social network che possono spingere a ricercare un corpo perfetto e a sviluppare ossessioni per peso e calorie;
- sport ad alto livello e discipline che pongono attenzione al peso e alla performance fisica (danza, ginnastica, arti marziali), aumentando il rischio di comportamenti alimentari pericolosi.
3. Quali sono i sintomi di una malattia alimentare? ⇧
Riconoscere l’origine di un disturbo è fondamentale per impostare un percorso terapeutico adeguato, che non si limiti a correggere la dieta ma affronti anche le radici emotive e psicologiche. L’individuazione del problema ai primi sintomi è determinante per poter intervenire tempestivamente e scongiurare complicazioni. I sintomi si possono manifestare sia a livello fisico che emotivo e comportamentale. Segnali fisici e comportamentali possono essere le variazioni rapide e importanti del peso corporeo, l’ossessione per le calorie e i macronutrienti, i digiuni prolungati. Oppure episodi di abbuffate frequenti, assunzione di lassativi, diuretici o integratori dimagranti nonché rifiuto di mangiare in compagnia per nascondere le proprie abitudini alimentari.
Quali sono i segnali psicologici dei disturbi alimentari?
Tra i segnali psicologici vi sono:
- pensieri ossessivi riguardanti il peso e la propria immagine corporea,
- senso di colpa e vergogna dopo aver mangiato,
- ansia, depressione e sbalzi d’umore,
- isolamento sociale e perdita di interesse per le attività quotidiane,
- eccessivo bisogno di controllare l’alimentazione e l’esercizio fisico.
La presenza di più sintomi contemporaneamente deve spingere a consultare specialisti in nutrizione, psicoterapia e riabilitazione psicofisica per una valutazione accurata.
4. Prevenzione e consapevolezza: la chiave per un benessere duraturo ⇧
Prevenire i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione significa agire su più fronti, promuovendo un’educazione alimentare corretta e una visione sana del corpo fin dall’infanzia. Alcune strategie efficaci sono:
- insegnare ai bambini l’importanza di una dieta equilibrata senza demonizzare alcun alimento;
- favorire un rapporto sereno con il cibo, evitando premi o punizioni legati ai pasti;
- ridurre l’esposizione a messaggi che idealizzano un fisico irrealistico;
- incoraggiare l’attività fisica come fonte di benessere e non come mezzo per bruciare calorie;
- chiedere aiuto a professionisti alla comparsa di comportamenti alimentari anomali o sintomi sospetti.
La prevenzione è il primo passo per evitare conseguenze fisiche e psicologiche gravi e per promuovere uno stile di vita sano e consapevole.
5. Come migliorare il rapporto con il cibo ⇧
Ritrovare un equilibrio con l’alimentazione richiede un percorso graduale e multidisciplinare, che tenga conto sia del corpo che della mente e delle emozioni. Cambiare il proprio rapporto con il cibo significa imparare ad ascoltare i segnali di fame e sazietà, liberarsi dal senso di colpa e riscoprire il piacere di nutrirsi in modo sano. Tra i passi fondamentali c’è la consulenza di un nutrizionista per creare un piano alimentare personalizzato e sostenibile a lungo termine. Al contempo, è determinante intraprendere un percorso psicoterapeutico per comprendere e gestire le emozioni legate al cibo. Anche fare attività fisica moderata e piacevole è utile a promuovere il benessere senza rigidità eccessiva. Tutte queste pratiche devono essere volte a lavorare sull’accettazione corporea, evitando paragoni irrealistici e modelli di perfezione.
Il Centro Salute Prevenzione si avvale di specialisti e strumentazione diagnostica per strutturare percorsi di nutrizione basati su analisi accurate della composizione corporea, proporre allenamenti personalizzati e supporto psicologico mirato e monitorare i progressi in modo professionale.