Come si cura la sclerosi dei piatti tibiali
La sclerosi dei piatti tibiali è una patologia ortopedica che interessa una struttura fondamentale del ginocchio e che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Ciò soprattutto in presenza di dolore, rigidità articolare e difficoltà nei movimenti quotidiani. Comprendere cosa sono i piatti tibiali, dove si trovano e perché possono andare incontro a processi degenerativi è il primo passo per affrontare il problema in modo consapevole. Questo disturbo, spesso rilevato tramite esami diagnostici come la risonanza magnetica o la radiografia, non deve essere sottovalutato. Infatti può rappresentare un segnale di sovraccarico articolare o di patologie più complesse come l’artrosi del ginocchio. In questo articolo approfondiamo quali sono le cause più comuni del problema e i trattamenti più efficaci in ambito fisioterapico e riabilitativo.
Indice
1. Cos’è il piatto tibiale e dove si trova ⇧
Il piatto tibiale è la superficie superiore della tibia, l’osso della gamba che si articola con il femore. I piatti tibiali sono due, uno mediale (interno) e uno laterale (esterno), entrambi rivestiti di cartilagine articolare e deputati a distribuire il carico corporeo durante il movimento e la stazione eretta. Queste strutture sono particolarmente sollecitate, soprattutto in soggetti sportivi, in persone in sovrappeso o in chi presenta alterazioni degli assi anatomici e meccanici del ginocchio, come varismo o valgismo. Svolgono funzioni essenziali, infatti:
- garantiscono la stabilità del ginocchio;
- consentono una corretta trasmissione dei carichi tra femore e tibia;
- collaborano con menischi e legamenti per la fluidità del movimento.
Un’alterazione di queste superfici può quindi compromettere l’intera biomeccanica dell’articolazione, favorendo la progressione di processi degenerativi.
2. Che cos’è la sclerosi al ginocchio ⇧
Quando si parla di sclerosi al ginocchio, si fa riferimento a un insieme di modificazioni ossee che interessano l’articolazione, tra cui la sclerosi dei piatti tibiali. Tale condizione è tipica delle fasi iniziali e intermedie dell’artrosi ma può manifestarsi anche in soggetti relativamente giovani, soprattutto se sottoposti a carichi elevati. I sintomi più frequenti sono:
- dolore localizzato al ginocchio, spesso di tipo meccanico;
- rigidità articolare dopo periodi di inattività;
- sensazione di “ginocchio duro” o poco elastico;
- difficoltà nella salita e discesa delle scale;
- riduzione della performance sportiva.
L’aumento di densità dell’osso diminuisce la capacità di ammortizzazione, trasferendo maggior stress alla cartilagine. Questo meccanismo può accelerare la degenerazione articolare, rendendo fondamentale un intervento terapeutico precoce e personalizzato.
3. Cause della sclerosi dei piatti tibiali ⇧
La sclerosi o addensamento dei piatti tibiali interessa l’osso subcondrale, ovvero lo strato osseo immediatamente sotto la cartilagine articolare. Tale fenomeno consiste in una risposta dell’organismo a uno stress meccanico eccessivo o prolungato nel tempo. In pratica, l’osso diventa più denso e meno elastico nel tentativo di adattarsi al carico ma perde parte della sua capacità di assorbire gli urti. La patologia è spesso associata a:
- artrosi del ginocchio;
- sovraccarichi funzionali ripetuti;
- esiti di traumi o microtraumi;
- instabilità articolare;
- alterazioni posturali e biomeccaniche.
Sclerosi ossea, cosa comporta
La sclerosi può essere classificata in due forme principali, cioè fisiologica e patologica. La forma fisiologica non deriva da processi morbosi ma è il risultato di un incremento naturale della densità ossea legato all’invecchiamento o all’adattamento a sollecitazioni meccaniche moderate e costanti; di norma non determina manifestazioni cliniche. Diversamente, la sclerosi patologica è correlata a situazioni anomale che possono comportare dolore e riduzione della funzionalità.
A livello di sintomi, la sclerosi ossea di fatto può tradursi in dolore, rigidità mattutina e riduzione della mobilità. Se non trattata adeguatamente, può contribuire a un peggioramento del quadro degenerativo articolare.
4. Come si cura il piatto tibiale ⇧
La cura non prevede un’unica soluzione ma un percorso terapeutico integrato che mira a ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e rallentare l’evoluzione del danno articolare. La fisioterapia è il trattamento maggiormente indicato, soprattutto nelle fasi non avanzate. Tra gli approcci più efficaci rientrano:
- terapia manuale per migliorare la mobilità articolare;
- esercizi terapeutici per rinforzare la muscolatura di supporto;
- rieducazione funzionale del ginocchio;
- tecniche di controllo del carico e del movimento.
In un centro fisioterapico specializzato come Centro Salute Prevenzione, il trattamento viene adattato all’età, allo stile di vita e alle esigenze del paziente. I nostri esperti costruiscono un percorso riabilitativo su misura che considera l’intera postura e la catena cinetica dell’arto inferiore.
Terapie strumentali e approccio multidisciplinare
Questa patologia può beneficiare di terapie strumentali avanzate, integrate in un approccio multidisciplinare. Tecnologie come la tecarterapia e le onde d’urto sono spesso utilizzate per ridurre il dolore e migliorare la qualità dei tessuti. La Human Tecar® può stimolare i processi di recupero mentre la pressoterapia può migliorare il microcircolo e i programmi di rinforzo con Desmotec® sono utili al controllo del carico.