Pubalgia, sintomi tipici per capire se ne soffri

La pubalgia rappresenta un disturbo muscolo-scheletrico diffuso tra persone di diversa età e di entrambi i sessi. Nota comunemente come “sindrome pubalgica”, si manifesta con dolore persistente localizzato prevalentemente nella regione pubica e inguinale, spesso esteso alla parte interna delle cosce. Può riguardare soggetti sedentari, bambini in fase di crescita e individui sovrappeso con problematiche posturali. È particolarmente frequente tra sportivi professionisti e amatoriali che praticano discipline ad alto impatto fisico come calcio, corsa, rugby e tennis.

In questo articolo approfondiremo cosa fa male con la pubalgia per identificarla precocemente, trattarla efficacemente e prevenire complicazioni, favorendo il recupero completo e duraturo.

Indice

1. Pubalgia: definizione e soggetti colpiti

La pubalgia è una sindrome dolorosa causata da un sovraccarico cronico dei muscoli adduttori della coscia e dei gruppi muscolari addominali inferiori, che si inseriscono a livello del pube. Nello specifico, dipende dall’infiammazione della sinfisi pubica oppure dalla tendinopatia inserzionale. Tale stato infiammatorio persistente causa dolore cronico e limitazioni funzionali significative. Le categorie maggiormente soggette al problema includono atleti professionisti, amatoriali, giovani sportivi. Inoltre, persone sedentarie con posture scorrette, donne in gravidanza per il sovraccarico fisiologico della regione pelvica e individui sovrappeso.

2. Perché viene la pubalgia?

Capire perché insorge tale patologia è fondamentale per prevenirla o curarla nel modo giusto. Le cause principali della pubalgia derivano da stress eccessivi o ripetuti a carico della regione pubica e muscolare adduttoria, dovuti a:

  • squilibri muscolari e posturali che sovraccaricano costantemente la regione pubica;
  • sforzi ripetuti, movimenti bruschi o carichi eccessivi nell’allenamento sportivo;
  • alterazioni anatomiche o funzionali, come dismetrie degli arti inferiori, iperlordosi lombare o debolezza della parete addominale;
  • periodi di crescita rapida negli adolescenti, che predispongono a una fragilità maggiore delle strutture muscolari e tendinee;
  • insufficiente elasticità muscolare e scarsa preparazione fisica di base, che rende la zona vulnerabile a microtraumi e tensioni eccessive;
  • tecniche sportive errate, posture scorrette mantenute nel tempo o movimenti biomeccanicamente scorretti, specie nello sport ad alto impatto;
  • obesità o sovrappeso, che accentuano lo stress meccanico e il sovraccarico muscolare nella zona pubica e pelvica.

Questi fattori agiscono spesso contemporaneamente, determinando condizioni ideali per la comparsa della pubalgia. Per prevenire l’insorgenza di questa sindrome, è essenziale correggere in anticipo tali squilibri posturali e muscolari, attraverso programmi di allenamento mirati, sedute di fisioterapia preventiva e interventi osteopatici periodici.

3. Pubalgia sintomi

Come si fa a capire se si ha la pubalgia? La condizione patologica si manifesta prevalentemente con i seguenti sintomi tipici:

  1. dolore localizzato al pube che tende a irradiarsi verso la zona inguinale e la parte interna della coscia;
  2. accentuazione del dolore durante attività fisiche come corsa, cambi di direzione, salti o movimenti laterali;
  3. peggioramento del fastidio in concomitanza con contrazioni della muscolatura addominale, come tosse, starnuti o sforzi addominali;
  4. rigidità muscolare nella regione pubica e inguinale, con conseguente limitazione nei movimenti quotidiani più semplici come salire le scale, alzarsi da seduti o semplicemente camminare a lungo;
  5. diminuzione della forza negli arti inferiori e sensazione di tensione continua nella zona pelvica e addominale inferiore.

È fondamentale distinguere questi sintomi da quelli di patologie che possono presentarsi in maniera simile. Ad esempio, l’ernia inguinale, le problematiche articolari dell’anca, disturbi lombari o infezioni locali possono provocare sintomi analoghi. Pertanto, è importante rivolgersi a professionisti qualificati per un’accurata valutazione clinica e strumentale, in modo da diagnosticare con certezza la pubalgia ed escludere altre condizioni patologiche.

4. Cosa fare per curare la pubalgia?

Presso il Centro Salute Prevenzione, per alleviare efficacemente il dolore, interveniamo con:

  • trattamento osteopatico manuale per ridurre tensioni muscolari e ristabilire l’equilibrio posturale della regione pelvica e lombare;
  • terapie strumentali come la tecarterapia, le onde d’urto o l’Human Tecar®, che riducono rapidamente l’infiammazione locale e favoriscono il recupero muscolare;
  • programmi riabilitativi di esercizi personalizzati con Pancafit®, Delos Postural Proprioceptive System® e allenamento isoinerziale con Desmotec®, che consentono di riequilibrare la muscolatura e migliorare la propriocezione, riducendo inoltre il rischio di recidivanti;
  • percorsi di nutrizione mirati, abbinati ad analisi specifiche (bioimpedenziometria, antropometria e plicometria), per ridurre l’eventuale sovraccarico ponderale che contribuisce alla pubalgia.

Grazie a questo approccio completo, è possibile trattare il problema alla radice, consentendo ai pazienti un recupero rapido e una ripresa completa delle proprie attività quotidiane e sportive, evitando recidive future.