Dolore al tallone sinistro e destro. Cause e rimedi

Il dolore al tallone è una condizione molto comune che può interessare persone di qualsiasi età, genere e stile di vita. Si tratta di un fastidio che può coinvolgere tanto il piede sinistro quanto il destro, con manifestazioni che variano per intensità e modalità. Sebbene possa sembrare un problema banale, può arrivare a compromettere seriamente la qualità della vita rendendo difficili anche i gesti quotidiani più semplici. Le cause possono essere molteplici e nel nostro articolo esamineremo nel dettaglio i principali fattori scatenanti, le patologie correlate e i migliori rimedi disponibili, con un focus sui trattamenti fisioterapici e riabilitativi.

Indice

1. Dolore al tallone: sintomi

Il dolore al tallone può manifestarsi in modo acuto o cronico e colpire diverse categorie di persone. Quando se ne soffre, in molti casi si avverte disagio anche mentre si cammina, nel momento in cui ci si alza dal letto o se si pratica attività fisica.

Differenze tra dolore al tallone sinistro e destro

Il corpo umano è asimmetrico e ogni persona sviluppa un suo schema posturale e motorio. Ad esempio, un soggetto destrorso tende a caricare di più sul piede destro durante la camminata o la corsa, il che può portare a un sovraccarico funzionale. Al contrario, il piede sinistro può essere più soggetto a compensazioni posturali, soprattutto in presenza di dismetria degli arti inferiori o deviazioni del rachide. Ciò può incidere nella comparsa del dolore al tallone destro o sinistro.

Inoltre, infortuni pregressi, interventi chirurgici, traumi o abitudini scorrette possono influenzare l’insorgenza del dolore da un lato piuttosto che dall’altro. Una valutazione baropodometrica e posturale può aiutare a individuare disallineamenti o carichi anomali e quindi permettere un trattamento personalizzato del piede realmente sofferente.

2. Le cause nelle diverse fasce d’età

Tra le cause più comuni del problema ci sono infiammazioni dei tessuti molli, microtraumi da sovraccarico, alterazioni posturali, patologie reumatiche o disturbi neurologici. Nei bambini un fattore scatenante frequente è la malattia di Sever, una forma di apofisite calcaneare legata alla crescita ossea rapida e alla pratica di sport. Negli adulti, le cause più comuni sono la fascite plantare e la spina calcaneare, spesso generate da scarpe inadatte, postura scorretta, sedentarietà o attività fisica troppo intensa. Tra i soggetti adulti colpiti ci sono le persone che trascorrono molte ore in piedi al giorno per motivi di lavoro. Gli anziani invece possono sviluppare dolori al tallone a causa di artrosi, osteoporosi, atrofia del tessuto adiposo plantare o alterazioni nella deambulazione.

Anche il sovrappeso è un fattore di rischio, in quanto aumenta la pressione esercitata sul tallone.

Le attività sportive che provocano dolore al tallone

Tra gli sportivi, le attività che più spesso scatenano il disturbo includono:

  • corsa su strada e maratona;
  • calcio, basket e tennis;
  • danza classica o moderna;
  • crossfit e salti ripetitivi.

Il dolore può comparire gradualmente oppure insorgere in modo improvviso dopo uno sforzo. Il suo riconoscimento precoce e l’intervento tempestivo sono determinanti al fine di evitare cronicizzazioni e ridurre il rischio di infortuni più seri.

3. Spina calcaneare, tallonite e patologie associate al dolore al tallone

Tra le patologie associate a questo fastidio ci sono:

  1. la spina calcaneare, una formazione ossea appuntita che si sviluppa nella parte inferiore del tallone, spesso come conseguenza di una fascite plantare trascurata. Tale escrescenza può causare dolore intenso, soprattutto al mattino o dopo lunghi periodi in posizione seduta;
  2. la tallonite, termine generico che indica l’infiammazione del tallone, spesso legata a microtraumi ripetuti, utilizzo di scarpe non adeguate o eccessivo sforzo fisico;
  3. la tendinopatia del tendine d’Achille che unisce i muscoli gastrocnemio e soleo al tallone nella sua porzione posteriore;
  4. la borsite retrocalcaneare, un’infiammazione della borsa sierosa collocata tra il calcagno e il tendine di Achille;
  5. la sindrome del tunnel tarsale di cui abbiamo parlato in un precedente articolo.

Quali sono le cause del dolore dietro il tallone? Quest’ultimo è solitamente associato a problemi tendinei o infiammazioni della borsa sinoviale, mentre un dolore più interno o mediale può indicare problemi neurologici o compressivi. Una diagnosi clinica e strumentale approfondita è indispensabile per comprendere la causa reale del sintomo e trattarla in modo efficace.

Come si fa a capire se si ha la tallonite?

Il dolore al tallone è il sintomo principale e può essere localizzato nella parte posteriore o inferiore del piede. Spesso compare al mattino, appena si poggia il piede a terra, oppure dopo lunghi periodi di riposo. A differenza di un semplice affaticamento muscolare, il fastidio è più acuto e pungente, tanto da rendere difficoltoso camminare o stare in piedi a lungo. In molti casi si accompagna a sensazione di tensione, bruciore o rigidità nella zona calcaneare. Per una diagnosi precisa, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in fisioterapia o ortopedia, che potrà effettuare un esame clinico e prescrivere eventuali accertamenti come radiografie o ecografie.

4. Cosa bisogna fare quando ti fa male il tallone?

Quando si sviluppa il problema, è importante agire tempestivamente. I primi passi da compiere includono:

  • sospendere o ridurre le attività fisiche ad alto impatto;
  • fare degli impacchi freddi nei primi giorni di comparsa dei sintomi in modo da ridurre l’infiammazione;
  • utilizzare calzature con suola ammortizzante e che forniscano un buon supporto plantare;
  • evitare di camminare scalzi su superfici dure.

È fondamentale rivolgersi a un fisioterapista o a un medico specialista per una diagnosi approfondita. Questa può includere l’analisi del passo, esami strumentali (radiografie, ecografie, risonanze) e test funzionali.

Trattamenti mirati ed efficaci al tallone

Una volta individuata la causa del dolore, è possibile intraprendere un percorso terapeutico mirato, che può includere:

  • fisioterapia manuale per ridurre le rigidità e migliorare l’appoggio del piede,
  • tecarterapia e Human Tecar® per stimolare la rigenerazione cellulare,
  • onde d’urto per sciogliere calcificazioni e migliorare l’elasticità dei tessuti,
  • pressoterapia per favorire il drenaggio e la circolazione,
  • esercizi di stretching, rinforzo e mobilizzazione articolare.

Ciascun trattamento deve essere personalizzato in base all’età, alla condizione fisica e alla patologia del paziente.

5. Prevenzione e riabilitazione con strumenti avanzati

La prevenzione è la strategia più efficace per evitare il ritorno del dolore, soprattutto nei soggetti predisposti. Presso il nostro Centro, adottiamo un approccio integrato che unisce tecnologie avanzate, valutazione posturale, educazione al movimento e piani terapeutici personalizzati. Gli strumenti a nostra disposizione includono il Delos Postural Proprioceptive System® per l’analisi e il riequilibrio della postura e il Desmotec® per l’allenamento isoinerziale e il rinforzo dei muscoli stabilizzatori. Inoltre, adottiamo trattamenti di fisioterapia strumentale e fisioestetica per il recupero funzionale e il benessere dei tessuti. Siamo dotati di bioimpedenziometria, plicometria e antropometria per valutare la composizione corporea e impostare un corretto percorso nutrizionale. In caso di pazienti in sovrappeso, proponiamo la consulenza di un nutrizionista e il supporto di un personal trainer specializzato, con l’obiettivo di ridurre il carico sulla parte posteriore della pianta del piede e migliorare la salute generale dell’arto.